Con buona pace del movimento Rifiuti Zero il venditore di fumo (leggasi Berlusconi) ha deciso che alla Campania 4 inceneritori non bastano; ce ne vogliono 5. Appena pochi mesi fa il quotidiano di lor signori, Il Sole 24 ore, criticava l'ipotesi esagerata di realizzare in Italia 12 inceneritori. Oggi nessun "economista" o Solone del futuro alza un dito per osservare l'incredibile incipiente disastro ambientale proposto dal venditore di fumo e dai suoi sodali tecnici e politici. Ma, come diceva il filosofo, ognuno può avere la sua opinione e quindi decido che non voglio entrare, in questa sede, nelle scelte, a mio giudizio scellerate, del capo dell'azienda Italia. Mi viene solo un piccolo dubbio: il signor Gaetano Vassallo ha chiaramente detto nella sua lunga confessione, che l'allocazione a Santa Maria La Fossa dell'inceneritore (destinato a Battipaglia ma dirottato a Caserta per difere colà la mozzarella di bufala!)è stata decisa dalla camorra dei casalesi. Dal venditore di fumo, agli amministratori locali non è sorta la necessità di una verifica? Come mai si trasferisce nel cuore della produzione della mozzarella di bufala campana un inceneritore da un comune dove marginalmente si registra la presenza di allevamenti bufalini quando, invece, a Santa Maria La Fossa e nell'agro aversano insiste l'80% del patrimonio bufalino nazionale?