Titolo: 4 settembre S.Tammaro, discariche e affari

Trovo assai grave la novità di costruire a S.Tammaro una nuova discarica (la n.11 nella programmazione del venditore di fumo) invece di attivare l'impianto di compostaggio lì presente. E il tutto nel silenzio assenzo del cosiddetto centro sinistra (ma valgono ancora queste distinsioni?). Vorrei invitarvi a fare un'ulteriore osservazione sulla vicenda che non mi pare sia stata oggetto di osservazione. Nel territorio della provincia di Caserta sono stati realizzati dai commissari di governo per la cosiddetta emergenza rifiuti, macchinari, impianti e attrezzature che vanno dalle discariche inutilizzate, agli impianti di compostaggio, al CDR e che, se posti in condizioni di funzionare correttamente, potrebbero soddisfare oltre il 140% della nostra produzione di rifiuti urbani giornalieri prodotti in tutta la provincia. La legge prescrive che gli impianti di CDR devono andare al patrimonio delle Amministrazioni provinciali e da loro gestiti. Quella di Caserta, facendosi promotrice, sta facendo causa contro il governo, insieme alle altre province campane, perché l'impianto di CDR non lo vuole. Non vuole cioè la soluzione che potrebbe risolvere la vicenda rifiuti in provincia, così come in tutta la regione. Discutere con De Franciscis o con un delegittimato assessore all'ambiente? A che scopo? Per rafforzare una dirigenza squalificata sul piano politico quanto su quello morale. Credo che dovremmo riflettere sulla questione impianti. E' da lì che possiamo trovare una chiave di lettura e una soluzione ai problemi che destra e sinistra hanno deciso di affrontare con le discariche e l'incenerimento, grazie al Cip6 rimesso in gioco da Prodi. Da questa classe politica di Terra di Lavoro non possiamo aspettarci nulla di buono. O ricominciamo daccapo o ce ne stiamo buonini ciascuno a casa propria.