27 aprile. Non sappiamo se il ricorso del sindaco Fecondo contro lo scioglimento del Consiglio comunale per camorra sarà accolto oppure no. A sentire gli ambienti prefettizi sembrerebbe che il ricorso sarà vinto e questo fa pensare che forse l’operazione scioglimento aveva l’amaro sapore di un’operazione preelettorale? Non è dato sapere. Certo è che girando per il territorio di Marcianise, e lo facciamo ormai da un paio d’anni con una certa regolarità, sindaco o commissario per me pari sono. I rifiuti tossici e nocivi già sequestrati stanno là, i rifiuti urbani posteggiati da 14 anni nella discarica illegale di Santa Veneranda non si muovono e nessuno ha pensato almeno di coprirli con del terreno. E’ aumentata la quantità di amianto in tutto il territorio come sono aumentati i rifiuti tossici provenienti da chissà quale industria che si procura il rame liberandolo dal rame. Gli incendi sono costanti e ora anche protetti, visto che alcuni siti sono stati approssimativamente recintati ma liberissimi a chi vuole di sversare rifiuti industriali, inerti, ecc. ecc. Nulla di nuovo sotto il sole. Camorra. Si può dire? E’ di questo che dobbiamo parlare è per questo che il consiglio comunale di Marcianise è stato sciolto dal Presidente della Repubblica. Si può parlare di questo male che ha inquinato e continua ad inquinare le nostre coscienze, il territorio e l’ambiente? Si può dire che a Marcianise, così come in moltissime altre comunità casertane questa merda sta condizionando il futuro dei nostri figli e rovinato il nostro presente? Si guardi il territorio, le campagne o di quello che ne è rimasto. Quale paesaggio, quale ambiente, quale città stiamo lasciando ai nostri figli, al futuro? Vi ricordate com’era questa straordinaria comunità, vera capitale economica della provincia, contraddistinta da una zootecnia e da un’agricoltura integra, ricca, interessante e piena di prospettive in cui l’industria della trasformazione dei prodotti agro-zootecnici avrebbe dovuto segnare il rilancio dell’occupazione e la riqualificazione dell’intero tessuto sociale a partire però dalle sue risorse locali. Oggi, grazie a scelte sbagliate quanto incontrollate l’acqua, la terra e l’aria vengono osservati con sospetto e troppo spesso le autorità sanitarie ci hanno detto che Marcianise è inquinata, che bisogna stare attenti a quello che si mangia a quale acqua si beve. Sappiamo come è stato ridotto il territorio e la città. Quanti possono dire di non bere acqua minerale, di comprare gli ortaggi e la frutta locale. Quanti comprano la mozzarella di bufala di Marcianise. Ma come si è arrivati a questo punto? Camorra. E’ di questo che dobbiamo parlare. Un territorio inquinato dai rifiuti industriali, da rifiuti umani e da una cultura amministrativa e del territorio che ha aiutato in questi 50 anni quanti di Marcianise ne hanno fatto scempio. Gente che troppo spesso arrogante e impunita è riuscita anche ad essere accettata nella comunità e ad infiltrarsi nel tessuto amministrativo e produttivo, ma anche nei salotti buoni della comunità; quasi sempre nell’indifferenza dei più o nella paura; con una società civile pressoché inesistente. Camorra. Si può dire? E’ su questo che dobbiamo misurarci, poiché troppi silenzi hanno legittimato questi rifiuti umani che hanno solo portato scorie e illegalità e generato paura e vigliaccheria. Quanti cosiddetti intellettuali, “gente di mondo”, imprenditori, amministratori hanno fatto finta che il problema non esisteva e hanno girato le spalle all’illegalità facendo finta di non vedere, di non sentire… Camorra è di questo che stiamo parlando e lo Stato si è ripreso il comune e fra 500 giorni forse lo restituirà ai suoi legittimi proprietari: i cittadini. Rimangono 500 giorni perché la comunità di Marcianise si interroghi, si faccia auto critica e si ribelli all’illegalità. Ad ogni forma di violazione della legge. Rimangono solo 500 giorni per scegliere una nuova classe dirigente che dovrà sostituire tutti quelli che in tutti i partiti e movimenti politici in questi anni sono stati sulla piazza a far finta di fare politica. Rimangono appena 500 giorni per aiutare lo Stato a far pulizia all’interno del comune di quanti hanno tradito il patto di fedeltà allo Stato e il giuramento alle leggi e alla Costituzione. Restano solo 500 giorni per discutere, ragionare, confrontarsi, senza ipocrisie ma con il coraggio e l’urgenza che la realtà ci impone. Abbiamo 500 giorni per cacciare la camorra da Marcianise e dire basta a questo stato di cose. Lo spirito del marcianisano è libero, sincero e ingegnoso ed è dai cittadini di Marcianise che dovrà venire la soluzione per un futuro migliore.