Il Presidente della Provincia ieri in consiglio provinciale è intervenuto sulla cosiddetta emergenza rifiuti per comunicare il suo pensiero. Ha parlato come se si stesse rivolgendo a se stesso allontanandosi dal considerevole ruolo che ha avuto per l’apertura delle due discariche illegali di Lo Uttaro e Santa Maria La fossa. Ha invocato la speranza, l’unità e le garanzie. Speranza per la condivisione delle scelte, speranza per bonifiche mai effettuate, speranza per promesse mai mantenute, speranza per la corretta informazione, speranza per la ripresa economica. De Franciscis si dichiara contro le mostruosità commissariali rivelando che le decisioni prese sono scollegate dal territorio e fa riferimento allo Uttaro e Santa Maria La Fossa esprimendo la sua estraneità. Certo ci vuole una faccia come la sua per sostenere simili argomentazioni. E’ noto a tutti (anche alla magistratura) che la discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro è stata aperta grazie a dirigenti provinciali e alla disponibilità del presidente e del sindaco di Caserta, probabilmente nel disperato tentativo di salvare il Consorzio Acsa ce3 (di cui De Franciscis era commissario). E lo stesso vale per Ferrandelle. Pare, infatti, che più volte il Presidente abbia dato il suo assenso per quel sito pur consapevole che Caserta e provincia hanno già dato e che non possiamo continuare ad essere la pattumiera di Napoli. Con buona pace per il Volturno, l'agricoltura e la zootecnia di questo territorio, uniche e vere realtà produttive creatrici della ricchezza dell'economia di Terra di Lavoro. Il Presidente contesta gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli studiosi perché hanno creato allarmismo visto che, secondo lui (!), non c’è un incremento delle malattie tumorali legato alle discariche. Parla di bonifiche, ma intanto non si astiene, di fatto, dall’inquinare ulteriormente aree da bonificare. Dice che Caserta ha già dato, ma allo stesso tempo approva la discarica di Santa Maria La Fossa, anche se in cambio vuole garanzie.“Il Commissario De Gennaro ha avuto mandato dal governo per rimuovere rifiuti e aprire discariche” ed ecco che richiama all’unità di tutte le forze politiche per il ciclo provinciale virtuoso dei rifiuti anche attraverso un tavolo tecnico misto casertano con tecnici commissariali e provinciali. Concertazione dei vari organismi regionali e provinciali, disponibilità finanziarie, bonifiche e compostaggio, aiuti e duttilità nella gestione democratica di passaggio per le scelte innovative. Ma allo stesso tempo dichiara di non poter fare il piano provinciale per la gestione dei rifiuti che la Provincia avrebbe dovuto già approvare entro il 31 dicembre del 2007. Il piano regionale non può essere scavalcato da quello provinciale, sostiene. Ecco il nocciolo della questione e siccome il Presidente ha ben chiare le idee su come gestire i rifiuti e allora non ci sta e piuttosto che approvare il piano provinciale preferisce contestare quello regionale. Sembra incredibile ma questi sono i fatti. Ma tutto questo è falso, poiché la provincia di Caserta era stata incaricata da Bertolaso di elaborarsi il piano. Ma non lo ha fatto. E mentre De Franciscis elogia il Commissario De Gennaro ne contesta le scelte pur approvandole nei fatti, perché non ha proposta nulla in alternativo e si è limitato a chiedere in cambio garanzie. Vi ricordate di Lo Uttaro? E’ una musica che conosciamo già. Si ripete, dunque, con Ferrandelle il baratto (e il gioco cinico sulla pelle della gente e dell’ambiente) di Lo Uttaro con una scontata merce di scambio di futuribili bonifiche per giustificare lo sversamento di rifiuti in siti già inquinati. La legge regionale n.4 2007 demanda alle province l’indicazione delle aree idonee e non idonee per la realizzazione degli impianti definitivi (discariche comprese). La Provincia è anche l’ente incaricato all’organizzazione e alla gestione dello stesso ciclo integrato dei rifiuti. E allora la domanda è perché oggi il Presidente De Franciscis in piena contraddittorietà dichiara la sua impotenza rispetto ai poteri eccezionali del Commissario De Gennaro? Noi riteniamo che le isole ecologiche e gli impianti di compostaggio, la raccolta differenziata e la separazione secco/umico potevano e possono servire a risolvere la crisi in corso. E allora cosa stanno dicendo? Il sindaco di Salerno De Luca, senza piano e con scarse idee circa l’ambiente e il territorio, ha proposto un inceneritore e, pronto il governo, gli ha emanato un’ordinanza per procedere. De Franciscis pur essendo stato incaricato di farlo un piano rifiuti per Caserta, disserta “con garbo” con De Gennaro e aspetta che il commissario se ne vada e che arrivino i soldi. In realtà non c’è interesse a contribuire alla risoluzione dell’emergenza ma piuttosto all’aggravarsi per averne la gestione dei fondi. E il Consiglio provinciale di ieri con le comunicazioni del presidente ci fa tornare al punto di partenza di un’amministrazione che sembra essersi insediata tre giorni fa piuttosto che tre anni fa. Un’ultima notazione. Visto che De Gennaio a maggio se ne andrà e tutto passerà nelle “capaci” mani degli enti locali, visto che non esiste un piano per la provincia di Caserta, visto che nessun cantiere è stato aperto ove sversare la monnezza da maggio in poi, qualcuno ci può spiegare dove stiamo andando? Caserta, 30 gennaio 2008 Giovanna Maietta e Giuseppe Messina