Titolo: 25 dic 2008 Natale e i nostri valori

La festività natalizia, aldilà del fatto religioso, si caratterizza per il trionfo di due eventi: la famiglia e il cibo. Per Natale si sente l'irrefranabile bisogno di incontrarsi, di rivederesi e di stare un pò di tempo con i propri familiari. In una parola: comunicazione. Si sente la necessità di stare insieme con chi, magari, in tutto il corso dell'anno non si è incontrato per la lontananza o, più spesso, perchè non c'è relazione alcuna. E allora si tenta di comunicare l'appartenenza ma non la vicinanza. Sentimenti complessi, sensazioni strane che affondano le loro radici in un mondo lontano, ormai scomparso. L'altra apoteosi è quella della celebrazione del cibo, di quello tradizionale però. Questo, pur con qualche "incursione" di pietanze estranee, resiste al consumismo. La tradizione vince sempre. Ma come possimao leggere tutto ciò? A che cosa stiamo facendo riferimento se non a quella che è stata la civiltà contadina che ci ha accompagnato per 10.000 anni con i suoi valori, le sue leggi, le sue regole immutate? Ma di quella civiltà che cosa è rimasto? L'evento "Natale" con gli incontri familiari il cibo tradizionale non rappresentano, in fondo, le prove che di quella civiltà non è rimasto che qualche reperto? Che della civiltà industriale l'unico valore che ha prodotto non è il consumismo? In quale direzione allora dovremmo andare per poter procedere? Quali sono i nuovi valori e i punti di riferimento sui quali dovremmo volgere la nostra attenzione e costruire il nostro futuro? Quanto pesa, in quest'ottica la questione ambientale? Pensate voi che una riconsiderazione del nostro rapporto con Gaia possa generare dei valori che ci possano guidare verso il nuovo, verso un futuro condiviso? Sono convinto di si, come sono persuaso che la civiltà contadina non esiste più e abbiamo l'urgenza di capire e di esplorare nuovi territori. Nuove occasioni ci aspettano. Ci sarà il tempo? Buone feste a tutti.