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Titolo: Verso le elezioni amministrative a Palazzolo Acreide 2

Dagli addosso all’untore? Come un copione già scritto molti di quei palazzolesi che hanno ricevuto benefici, coperture, prebende e quant'altro dall’uscente amministrazione, ora accusano la stessa, a cominciare dal sindaco, di incapacità, inettitudine, carenza, ecc. Siamo al riposizionamento classico di chi, sperando che le cose continuino come sempre, prende le distanze e si affaccia alla finestra nell'attesa di salire sul carro del prossimo vincitore. Ho sentito cose ignobili verso il sindaco Scibetta e la sua giunta. Tutte, a mio parere, ingiuste e spesso infondate. Ho conosciuto Scibetta e diversi assessori e consiglieri in questi anni e, nonostante, la distanza siderale che mi separava da loro, sul piano politico e sulla visione del futuro, sono convinto che il problema stia in una inadeguatezza di una classe politica, che in vent'anni e passa di presenza nelle istituzioni locali, ha rappresentato una cultura, una prassi politica e amministrativa del tutto inadeguata ai bisogni del territorio e all'affermazione di un'idea di sviluppo locale legato alle risorse e alla capacità di organizzarle in funzione di un mercato sempre più attento ed esigente. Non si può dimenticare l’impegno, il tempo e il sacrificio profusi dal dr. Giuseppe Valvo a favore della zootecnia locale e di tutta la filiera, così come della montagna di lavoro svolto dall’assessore Guglielmino nei lavori pubblici, ecc. Non si può dimenticare, però l’omissivo impegno nei confronti di un Gal, strumento fondamentale di sviluppo del territorio, vero e proprio covo di clientele e oggettiva incapacità personale e professionale di dare risposte adeguate al territorio e la cui ricaduta nello stesso dell’attività è prossimo allo zero. Penso ai tanti trombati politici e professionali che fanno i profeti del vuoto a perdere dove hanno trovato una "sine cura" per sbarcare il lunario. Né è possibile dimenticare la ondivocità su questioni fondamentali come quella dei rifiuti e del tentativo da parte di terzi di rovinare un territorio con impianti inquinanti e fuori dalla vocazione territoriale. Palazzolo ha un ruolo nell’ambito degli Iblei centrale e strategico, ma che la debolezza politica e l’inadeguatezza della sua classe dirigente ha del tutto marginalizzato e inaridito da ogni possibile significato. Scibetta è e rimane un democristiano onesto e per bene, ma democristiano nell’accezione classica, che ha fondato la sua azione politica con il metodo più semplice per costruire e mantenere il consenso: il clientelismo. Nigro & C. hanno fondato su questo semplice principio, tutto il loro successo personale, a discapito della politica, del territorio, della prospettiva e del merito, il consenso della popolazione che li ha sostenuti per oltre 70 anni avendone ricevuto benefici personali, familiari e di gruppo di cui sono ovviamente grati (per l’eternità?). E’ finita. Non ha funzionato e non funziona più. Il mondo è cambiato e anche la politica è cambiata. Palazzolo è rimasto al palo e oggi siamo al capolinea. Le tasse e le imposte vanno pagate; i dirigenti comunali vanno premiati se raggiungono gli obiettivi non perché respirano. I giovani, quei pochi rimasti, vanno ascoltati poiché spesso vi sono talenti nascosti e competenze da spendere. E’ lo stesso concetto di amministrazione che deve cambiare. La politica clientelare non ha pagato e ha svuotato le casse comunali. La stessa prospettiva di un rilancio dell’economia locale, è stato aggravato da una crisi generale che ha visto restringere i cordoni della borsa statale nei confronti degli enti locali. Il Comune di Palazzolo, nonostante i milioni di lavori pubblici che sono stati ottenuti e spesi in questi ultimi dieci anni, grazie alla capacità di alcuni amministratori, non è riuscito a fare da volano o se si preferisce, da enzima, per sviluppare l'economia locale e degli Iblei verso un ruolo nuovo che la dichiarazione di patrimonio Unesco, i suoi beni ambientali, culturali, archeologici, paesaggistici e produttivi pretenderebbero naturalmente. La questione, a mio parere, non sta, dunque, nella mera sostituzione di un sindaco con un altro (ma solo di questo si parla) o di un gruppo di potere con un altro. Occorre immaginare un progetto politico che diventi un programma amministrativo in cui una squadra, bene equipaggiata sul piano culturale e tecnico, sia in condizione di affrontare e sostenere la situazione di sfascio economico, finanziario e morale in cui versa tutta la comunità palazzolese e porre in essere invece un programma amministrativo che sia di salvataggio da una parte e di ripresa dall’altro. Mentre appaiono del tutto ingenerose quindi le critiche a Scibetta, è assai urgente archiviare questo passato e ipotizzare un governo locale, chiamiamolo di Salvezza Locale o di Salute pubblica o come si vuole. Riesce difficile, in questa delicata fase, accettare l’idea della contrapposizione di forze politiche che rimane del tutto nominalistica e vuota di contenuti seri e che significa solo divisione delle poche risorse rimaste in campo e un rinnovato clientelismo all’orizzonte. E’ necessario ipotizzare invece, un raggruppamento di cittadini che, sulla base di alcuni punti essenziali (di cui parleremo) e di precisi obiettivi, anche per un tempo limitato (due-tre anni) sia nella volontà e nella capacità di dare una svolta politica, amministrativa, culturale e morale di cui Palazzolo e gli Iblei hanno assolutamente bisogno. Così come Palazzolo non ha bisogno di dinosauri, parolai e incapaci cronici ma con la presunzione del “so tutto io”, in cerca di uno “stipendio”, di cui è ricca la geografia politica locale e degli aspiranti sindaco. Scritto il 05 aprile 2018

 
   
   

  

   
   
   

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