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Data:   04-10-07
Titolo:   Politica e ambiente
Discussione   Le interessanti riflessioni di De Martino (PDCI) e Ferraro (AN) necessitano di una risposta e di qualche considerazione-proposta. La polemica prende lo spunto dal documento del Comitato Emergenza Rifiuti, in occasione della manifestazione di sabato 29 settembre, e da una discussione animosa del tutto personale (e marginale) di Costagliola e Maietta che, sulla presenza di alcuni (ma non di tutti “gli esterni”) hanno voluto esprimere un’opinione che non corrisponde al pensiero del Comitato di cui pure fanno parte (anche per questo è bella la democrazia) articolato in un documento ufficiale che è stato distribuito nel corso della manifestazione e letto alla fine della stessa. Il primo (PDCI) rivendica la coerenza della posizione di una parte della sinistra sulla questione rifiuti e denuncia la pesante eredità lasciata dal centro destra a Caserta e in Provincia. Ferraro (AN) denuncia, invece, lo stato di disagio della popolazione in ordine a Lo Uttaro e la doppiezza della sinistra che governa e partecipa alle manifestazioni contro le giunte di cui pure fa parte. Non vi è alcun dubbio sulla grave eredità lasciata dal centro destra a Caserta (sito di trasferenza e panettone a Lo Uttaro, chiusura del macello comunale, mancanza totale di qualunque piano e prospettiva sulla gestione del ciclo dei rifiuti in provincia e mancanza assoluta di ogni tipo di controllo, ecc.) e come, il centro-sinistra, dall’altro, tradendo lo spirito del mandato e le priorità per le quali era stato legittimato a governare, abbia intrapreso una strada senza uscita che non può non portare alle dimissioni dell’attuale sindaco Petteruti, così come del presidente dell’Amministrazione Provinciale, De Franciscis. Questi, in nome della vecchia logica democristiana, cui hanno affidato, di fatto, la direzione politica del territorio, dicono una cosa, ne pensano una seconda e ne fanno una terza, all’insegna del tirare a campare, nella speranza di nuove posizioni di potere e nuove prebende nell’illusione che le cose stiano come ai tempi di Lello Menditto e del suo violino di spalla avv. Iaselli. De Martino ha dimenticato che l’attuale opposizione al comune di Caserta è costituita, per la gran parte, da quei consiglieri che hanno mandato a casa Falco. Ferraro dimentica, invece, le posizioni del PDCI (e non solo) che pur di mantenere gli impegni già assunti sull’emergenza rifiuti sono anche usciti dal governo regionale. Noi non dimentichiamo e vogliamo ricordare a tutti che sulla vicenda rifiuti e, in generale, sulla questione ambientale in Terra di Lavoro, non bastano, oggi, le dichiarazioni di principio o di volontà o di primato. Occorrono fatti visibili per riguadagnare la credibilità perduta. Ma pensiamo che occorra fare qualche passo avanti. Due meriti, innanzitutto il Comitato Emergenza Rifiuti li ha: quello di aver contribuito a creare la presa di coscienza che esiste sul nostro territorio una gravissima questione ambientale e sanitaria. Il secondo è quello di aver creato la consapevolezza sullo stato disastroso della classe politica di Terra di Lavoro, in modo particolare. Questa ha perso ogni credibilità, si chiami Partito Democratico, o sinistra, o destra o Forza Italia, ecc. Di tanto i cosiddetti decisori politici devono prendere atto e avviare a modificarsi mettendosi da parte e avere il buon senso di lasciare il posto a persone più presentabili, che pure esistono. Il Comitato Emergenza Rifiuti non è la soluzione. Come non lo è però l’immobilismo. La domanda allora che ci sentiamo di fare a tutte le forze sane del territorio, senza steccati ideologici/opportunistici: “E’ ipotizzabile una sorta di governi locali (ad iniziare cioè dal comune capoluogo e dall’Amministrazione Provinciale) che in nome di un’autentica e riconosciuta emergenza ambientale e di legalità concordino un programma elettorale/amministrativo unitario che ponga la messa in sicurezza e il risanamento del territorio, quali paradigmi principali, che costituiscano in altre parole una vera occasione di sviluppo sostenibile in un quadro di rilancio dell’occupazione e dell’uso corretto del territorio, della trasparenza e della legalità? In altri termini, signori politici, siete disposti a destinare, ad esempio, almeno 250 mq di verde per abitante (a fronte dei 10 mq - sulla carta - imposti dalla legge) in ogni comune della provincia in nome dell’accordo di Kyoto e di uno stop al ciclo del cemento che vede, allo stato, una produzione di abitazioni del 400% in più rispetto al fabbisogno reale e a tutto quello che ne consegue?

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